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“Sono qui per chiedere scusa ai miei compagni, al tecnico, alla società e ai tifosi. La mia
assenza è stata al 100% colpa mia che, dopo la trasferta di Siena, ho interpretato male alcune parole che invece erano di incoraggiamento e dettemi da Roberto Donadoni”.
Inizia così il mea culpa di Marcelo Zalayeta che, questo pomeriggio, dopo due giorni di assenza ingiustificata è tornato al centro sportivo di Castel Volturno per allenarsi con i compagni.
“Nella mia testa – ha ripreso l’attaccante – le parole dettemi da Donadoni le ho lette in maniera negativa e ho sbagliato a non chiarire subito con lui. Poi ieri, a mente fredda, ho telefonato al tecnico. Ho capito che quella frase, che riguardava come avessi potuto giocare contro l’Inter una partita così bella ed invece così brutta contro i toscani erano solo parole che andavano a mio beneficio, che volevano fungere da sprone. Sono disposto a pagare tutto quello che vuole la società”.
“L’allenatore mi ha dimostrato di essere un fratello maggiore. Sono disposto a qualsiasi penalizzazione ed é anche ovvio che sono disponibile, poi ovviamente decideranno l’allenatore e la società”, ha aggiunto l’ attaccante uruguayano.
Ma dove sarà il futuro del “panterone”? “Adesso non sono in condizione di dire nulla, dovrò parlare con la dirigenza. La cosa che in questo momento mi premeva era quella di chiedere scusa. Non credo che per un caso Zalayeta la città debba essere danneggiata. Se voglio rimanere qui? Non è una risposta che posso dare ora, alla fine della stagione mancano quattro gare e tutto può cambiare. E’ chiaro che ora la società non vuole un Zalayeta con tutti questi problemi”.
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