I suoi occhi di ghiaccio svelano un passato duro e faticoso da dimenticare, il suo sorriso rivela la voglia di vivere e di dedicarsi agli altri. Juliana Buhring, ciclista di sangue greco-tedesco che ha scelto Napoli come sua residenza intraprenderà il 14 luglio il giro del mondo in bicicletta, 29mila chilometri per raggiungere un’impresa mai conquistata da nessuna donna. La partenza avverrà da Piazza del Plebiscito, luogo simbolo della sua città d’adozione, e toccherà numerose nazioni di tutti i cinque Continenti. Il record prevede infatti una sorta di corsa a tappe individuale, previsti passaggi in Francia, Spagna, Turchia, India, Thailandia, Nuova Zelanda e Stati Uniti. Dopo cinque mesi l’atleta farà ritorno in Campania, dove concluderà la sua kermesse sportiva a San Giorgio a Cremano, utilizzando per pochi chilometri la bicicletta che fu di Massimo Troisi ne “Il Postino” di Michael Radford. Un’iniziativa che rientra nello spirito verde che sta segnando il new deal della città vesuviana, inaugurato dal sindaco Mimmo Giordano che ha voluto dotare San Giorgio di una seria impronta verde.
L’iniziativa di Juliana, ciclista da poco più di un anno, nasce da lontano e ha come principale scopo mettere in risalto il suo impegno nella fondazione “Safe Passage” che ha come scopo principale la tutela dei minori vittima di abusi da parte di sette e organizzazioni, religiose e non, di natura integralista. L’atleta è infatti cresciuta insieme alla sua famiglia nella setta di origine americana conosciuta come “I bambini di Dio”. Sorta nel 1974 sull’onda hippie del Jesus Movement dalla predicazione del leader David Berg, il movimento ha raccolto sempre più proseliti per il suo melting pot tra elementi del dogma cristiano e l’utilizzo del sesso come veicolo di proselitismo. Negli anni ’90 i primi problemi con la legge con denunce di pedofilia e condizionamento mentale. La Buhring ha vissuto all’interno della setta per numerosi anni, facendo parte della generazione nata tra i primi aderenti. Negli anni 2000 la decisione di uscirne insieme con le sorelle Celeste e Kristina, con le quali ha poi scritto il libro “Not without my sister”, diventato un best seller e tradotto in numerose lingue, che ha avuto il merito di gettare un ulteriore luce di verità sulla setta dei Bambini di Dio.
Oggi quegli occhi di ghiaccio sono ancora pronti a combattere, e quel sorriso a imporsi per le strade del mondo.
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