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» pubblicato da Pier Paolo Petino in: Notizie, calcio, calcionapoli, sport < > lunedì 1 giugno 2009 alle 10:48

Il Napoli saluta la stagione 2008-2009 con una vittoria contro il ma le tre reti non bastano a far dimenticare ai tifosi l’amarezza per come si è concluso il campionato. La squadra è stata fischiata già dall’ingresso in campo e, con il passare del tempo, non è andata meglio.
Tre a zero, in meno di 20 minuti per chiudere la pratica con i veneti, senza motivazioni per una salvezza conquistata in anticipo. Pensando a Quagliarella e Cigarini, possibili arrivi,
e all’enigma mercato che riguarda (sugli spalti inequivocabili striscioni a favore della prosecuzione dell’esperienza del Pocho a Napoli), sono , e Pià, azzurri della ‘vecchia’ guardia partenopea ad assicurare una fine di torneo meno ingloriosa dopo quattro mesi e mezzo bruttissimi. Prima dell’impennata d’orgoglio contro il , in 19 partite erano arrivate ben 11 sconfitte, solo 10 punti e una sola fiammata, quella contro i campioni d’Italia dell’Inter.
Nel San Paolo semivuoto hanno tenuto banco striscioni e cori contro la squadra e contro la dirigenza: ‘Nove a Reja: stagione deludente resta l’unico vincenté, tra gli altri slogan di una vera e propria pagella dei tifosi delusi. Striscioni anche contro il direttore generale Pierpaolo . Una vera e propria insofferenza che ha portato, peraltro, i tifosi della curva A un quarto d’ora dal termine ad abbandonare gli spalti in segno di protesta. Nel tabellino dell’ultima gara tra le mura del San Paolo
resta il gol segnato da , capitano storico del Napoli, tra i primi calciatori protagonisti della rinascita del club dopo il fallimento e l’intervento da parte di Aurelio . La rete, arrivata dopo solo tre minuti, ha consentito di dare un po’ di entusiasmo ad un ambiente molto contrariato. Ha controllato di destro in area e con un sinistro sporco messo alle spalle del portiere dei veneti, Aldegani. Altro sinistro, quello di Mariano che si è conficcato all’incrocio. Terza rete di Pià che con l’arrivo di Donadoni sulla panchina azzurra ha avuto un vero e proprio risveglio dopo un periodo di anonimato. Ma la partita di oggi sembrava nient’altro che una parentesi tra i mille pensieri che affollano la mente dei tifosi azzurri e gli impegni della società. Si profila, probabilmente, un
radicale cambiamento nell’organico. Le incognite riguardano i due gioielli azzurri, ed Hamsik, e la capacità del Napoli e dei giocatori stessi di resistere alle tentazioni di altri club e poi l’arrivo dei calciatori necessari al salto di qualità. Fino a gennaio i sogni erano altri, dopo che il Napoli aveva addirittura occupato il primo posto in classifica e chiuso comunque l’andata a soli tre punti dal terzo posto. Poi grigiore ed anonimato, quelli dai quali ora il Napoli dovrà necessariamente ripartire per costruire una squadra capace di ambire a una classifica con prospettiva europea.

 

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