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» pubblicato da Pier Paolo Petino in: IL FATTO, Notizie, cronaca, sport < > martedì 30 giugno 2009 alle 15:34

Per la prima volta dall’inizio del processo di l’ex dg della Juve, Luciano , si è presentato nell’aula della nona sezione del di dove sono in corso gli interrogatori dei testimoni.
si è trattenuto brevemente con i giornalisti all’uscita dall’aula.
“Al posto dei campi di calcio ora frequento le aule di ”, ha ironizzato. E ha aggiunto, a proposito del processo sulle intercettazioni illecite in corso a Milano, : “eravamo pedinati, al processo Telecom di Milano sta venendo fuori: ci seguivano”.
Soffermandosi sulla questione delle schede sim estere che secondo l’accusa avrebbe fornito ad arbitri e designatori, ha detto: “pensate che se un arbitro fosse un mio associato ci sarebbe bisogno di telefonargli cinque volte? Andrei negli spogliatoi e gli darei una pacca sulle spalle”.
ha poi risposto alle domande dei giornalisti relative ad un passaggio della deposizione di
Teodosio De Cillis, titolare del negozio di Chiasso, in Svizzera, dove sarebbero state vendute le schede estere contestate a .
De Cillis aveva affermato, tra l’altro, che nel suo negozio si rifornivano per acquisti di telefonini e altro materiale elettronico come videocamere anche diversi giocatori e dirigenti di società di calcio ed ha citato il nome di Marco Branca, direttore tecnico dell’Inter.
“Se l’Inter si serviva di quel negozio – ha commentato – ed a Teveroli (ex responsabile sicurezza Telecom, ndr) sono state sequestrate due schede svizzere: se uno più uno fa due vediamo poi se fa
tre…”.

 

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