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Utilizzerebbero il legno di vecchie bare fatte a pazzi per cuocere il pane. Accade anche questo nei tanti forni illegali di Napoli e provincia dove ogni giorno vengono prodotte grandi quantità di pani destinate sia al mercato palesemente abusivo che ad alcuni piccoli e grandi negozi di alimentari. Secondo l’assessore provinciale Borrelli, ormai da tempo al fianco dei panificatori della provincia di Napoli, in molti forni illegali il legno utilizzato sarebbe verniciato e quindi sprigionerebbe fumi tossici. Anche per questo ieri l’Unipan, l’unione regionale dei panificatori campani, ha organizzato, in collaborazione con l’amministrazione provinciale di Napoli, un vero sit-in in piazza Trieste e Trento con tanto di distribuzione gratuita di pezzi di pane da mezzo chilo. Un modo per sensibilizzare la cittadinanza e convincere a non comprare il pane dai venditori abusivi. Solo negli ultimi tempi, sul territorio della provincia partenopea, sarebbero stati posti i sigilli a 500 forni illegali. Ad Afragola, ad esempio, denuncia l’assessore Borrelli, dove i forni legali sono 17, negli ultimi tempi ne sono stati scoperti 100 abusivi. In piazza, dove sono stati regalati 20.000 sfilatini, anche Tommaso Pellegrino, segretario della commissione parlamentare antimafia, che ha denunciato il ruolo della camorra anche nella produzione del pane, e ha invitato perciò i cittadini a denunciare tutti i venditori abusivi.
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che m…. di gente che vive in questa citta
gente senza coscienza va severamente punita
[...] che ecomafia! Per una roba del genere bisognerebbe coniare un neologismo. “Riciclavano” – si fa per dire – bare e [...]