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A un mese dall’omicidio del giovane rumeno Petru Birladeanu, arriva la giustizia. La squadra mobile di Napoli ha fermato Marco Ricci, figlio di Enrico, boss dell’omonimo clan dei Quartieri Spagnoli. Sarebbe lui uno degli autori dell’esecuzione del musicista rumeno che chiedeva l’elemosina con la sua fisarmonica davanti alla stazione della ferrovia Cumana, nel quartiere Montesanto. Le immagini della spedizione omicida, riprese dalle telecamere della videosorveglianza installata all’esterno della stazione, avevano fatto il giro del mondo. Altri due membri del commando che quel giorno sparò all’impazzata, uccidendo il rumeno e ferendo anche un quattordicenne, sono stati anch’essi identificati. La polizia è sulle loro tracce. Si tratterebbe dei figli di alcune famiglie alleate con il clan Ricci-D’Amico. Il passo avanti nelle indagini è stato possibile grazie alla collaborazione di alcuni testimoni che proprio dalla roccaforte del clan hanno visto partire otto giovani armati di pistole in sella di tre scooter. Secondo il capo della squadra mobile Vittorio Pisani, non era Petru l’obiettivo del raid. Quella del 26 maggio scorso doveva essere solo un’azione dimostrativa a scopo intimidatorio. Immediato è arrivato il commento soddisfatto del sindaco Iervolino che ha parlato di “una svolta che rende giustizia alla famiglia di Petru e rompe un muro di omertà?.
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