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Da tre giorni presidiano i cancelli della KSS di Arzano, gli oltre cento operai licenziati il due gennaio per “cessazione della produzione?. Nella giornata di ieri un doppio incontro per decidere la sorte dei dipendenti della società che produce cinture di sicurezza per la Fiat. La prima riunione si è tenuta tra il Prefetto Alessandro Pansa e i sindacalisti di Slai Cobas, Fiom e Fim dalla quale, secondo quanto riferito da Vittorio Granillo del coordinamento provinciale dello Slai Cobas, è scaturito un secondo importante incontro nel pomeriggio. “I lavoratori si sono ritrovati improvvisamente senza un impiego – ha dichiarato Granillo – il tutto nel pieno disprezzo dei diritti di queste persone. Questi licenziamenti – ha aggiunto – sono la conseguenza del piano Marchionne: è stato solo annunciato e già sta provocando dei veri disastri occupazionali?. Il secondo incontro, stavolta tra la direzione provinciale del lavoro, gli assessori regionali e i vertici aziendali, ha dato il via ad un tavolo istituzionale per valutare l’opportunità dei licenziamenti avviati. Al momento non ci sono garanzie per i dipendenti, anche se, come ha sottolineato il deputato Antonio Pezzella, portavoce campano de La Destra, qualche spiraglio ci può essere: “Chiediamo con forza l’interevento del Governo – ha detto Pezzella -, vogliamo che la vicenda della KSS finisca sul tavolo e sull’attenzione del Ministro del Lavoro. Siamo alquanto preoccupati per la chiusura continua di aziende, con consequenziali licenziamenti, registrati in questo territorio negli ultimi anni?.
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