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Di sicuro non trova una Napoli in buona salute il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, oggi e domani a Napoli per inaugurare all’università suor Orsola Benincasa un’aula intestata a Giancarlo Siani, il cronista del Mattino ucciso dalla camorra e per presenziare a un dibattito su Francesco Saverio Nitti nella sede dell’istituto italiano per gli studi filosofici. Dall’ultima sua visita in veste ufficiale, la situazione di Napoli e della Campania, se possibile, è ulteriormente peggiorata. Le ultime settimane hanno messo a dura prova il tessuto sociale ed economico della città Natale del capo dello Stato: emergenza rifiuti interminabile, aggravata dalle inchieste della magistratura che hanno evidenziato responsabilità di chi avrebbe dovuto lavorare per risolverla e dai continui roghi di rifiuti che sprigionano diossina. Come se non bastasse il recente caso dell’imprenditore di Casal di Principe assassinato dalla camorra dopo averla denunciata, cittadini esasperati e sfiduciati nei confronti delle istituzioni. Insomma, non ha scelto il momento migliore per recarsi nella sua terra Giorgio Napolitano. La visita cade 24 ore prima del funerale di Michele Orsi, assassinato dalla camorra casertana dopo aver denunciato alla magistratura i particolari delle attività illegali nel settore dello smaltimento dei rifiuti dei clan attivi sul territorio. Sarà eseguita nel pomeriggio a Napoli l’autopsia dell’uomo e i funerali, secondo quanto si è appreso, si svolgeranno domani nella chiesa SS.Preziosa, del comune casertano, vicino all’abitazione della sua famiglia. Di sicuro, nel primo pomeriggio il presidente Napolitano si recherà in prefettura per un breve colloquio con il sottosegretario Bertolaso per un riepilogo sull’emergenza. Anche se, una volta varcata la porta della città, potrà constatare di persona lo stato dell’emergenza che continua a provocare maggiori danni soprattutto nei comuni vesuviani. Su tutti Ercolano e San Giorgio a Cremano dove la raccolta non viene effettuata da più di una settimana e i roghi ai mucchi di spazzatura si moltiplicano. La sua visita resta comunque il segnale dell’attenzione che nelle ultime settimane le istituzioni nazionali hanno riservato a Napoli e alla Campania. Un segno della presenza dello Stato contro la sempre crescente invasività della camorra nella vita sociale ed economica di un’ intera regione. Ai napoletani e ai campani non resta che sperare.
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