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Due importanti tesori risplendono di nuova luce ad Ercolano. A conclusione della prima fase del restauro, realizzato con i fondi Por Campania 2000-2006, negli Scavi archeologici è stata riaperta al pubblico la barca romana, uno dei reperti simbolo della città antica insieme ad oggetti collegati alle attività marinare. La barca, la cui linea è simile a un gozzo moderno, era lunga oltre 9 metri e larga circa 2,20 con l’altezza di circa 1 metro dalla chiglia al bordo, fu ritrovata nel corso di una campagna di scavo il 3 agosto del 1982 nella zona davanti alla Terme Suburbane. Gli studi archeologici appurarono che la chiglia era stata sepolta da flussi piroclastici, rimanendo sigillata nella coltre di materiali vulcanici che si indurì rapidamente garantendo, per mancanza di ossigeno, la conservazione dei legni. A distanza di pochi metri ha aperto le porte al pubblico Villa Maiuri, un complesso storico-architettonico in stile Liberty napoletano, di grande interesse nel contesto urbanistico di Ercolano. Fino al 1980 sede del Centro Archeologico Internazionale Amedeo Maiuri, poi abbandonata al degrado e all’oblio. Con l’inserimento del progetto integrato ‘Villa Maiuri’ nel programma Urban Herculaneum, il Comune ha acquisito la disponibilità dell’immobile dall’Ente Provinciale Turismo ed ha avviato una azione di restauro architettonico. Recuperata anche la cappella attigua alla Villa: in quei locali saranno celebrati matrimoni civili.
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