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E’ Alessandra Clemente, oggi 22enne, a spiegare meglio di chiunque altro il significato della commemorazione di sua madre Silvia Ruotolo, vittima innocente della camorra, trucidata 12 anni fa perché finita per errore nel mirino dei killer durante una sparatoria tra cosche avversarie (intervista in allegato). Questa mattina il ricordo di Silvia in piazza Medaglie d’Oro, dove il Comune ha posto la targa commemorativa della donna, vittima di un blitz sanguinario compiuto al Vomero in pieno pomeriggio. Ai responsabili della strage, il boss Giovanni Alfano, Vincenzo Cacace e Mario Cerbone, è stato comminato l’ergastolo, ma la battaglia alla criminalità organizzata da parte dei familiari, così come quella degli altri parenti delle vittime innocenti della camorra, non è mai finita. Un impegno portato avanti anche dalle istituzioni, rappresentate questa mattina dall’assessore Diego Guida (intervista in allegato). Geppino Fiorenza dell’associazione antimafie “Libera?, ha sottolineato che il ricordo di oggi è rivolto a Silvia Ruotolo, ma anche alla moglie del romeno trucidato lo scorso 26 maggio alla stazione della metropolitana di Montesanto, e a tutti i parenti delle vittime innocenti della camorra. Don Tonino Palmese di Libera, si è poi rivolto ai napoletani, chiedendo loro di non diventare indifferenti alle barbarie della camorra (intervista in allegato).
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