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Agnano dice no al termovalorizzatore. Si stanno mobilitando in tanti per manifestare contro la decisione della giunta comunale di indicare l’ex area dello spaccio Nato in via Scarfoglio come zona idonea per la costruzione dell’inceneritore cittadino. Alla base delle proteste degli abitanti della decima municipalità svariati motivi oltre ai rischi per la salute, i danni per l’economia e per il turismo. Il turismo di una zona che stava da poco rinascendo grazie alla rivalutazione delle stazioni termali e delle produzioni agricole autoctone. Giuseppe Balzamo, presidente della X municipalità, non riesce a calmare la sua ira nei confronti del sindaco e del suo vice Tino Santangelo, che il 29 maggio gli aveva inviato una lettera garantendogli l’esclusione dell’area ovest per l’istallazione del termovalorizztore. Adesso saranno da chiarire i motivi che hanno spinto il sindaco e la giunta a decretare idonea la zona di Agnano per la realizzazione del termovalorizzatore, zona ad alto rischio sismico, ricca di vigneti e attività agricole, parte integrante del parco degli Astroni. Gli abitanti su questo vogliono vederci chiaro perchè contribuire a risolvere l’emergenza rifiuti va bene ma non a scapito della loro salute. Rosario Lopa, responsabile Dipartimento Ambiente e agricoltura, insieme a diverse associazioni civiche ha deciso di presentare entro la fine della settimana una proposta tecnica-operativa alternativa al termovalorizzatore che garantisca la salute dei cittadini e tuteli il patrimonio agricolo-ambientale della città.
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