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» pubblicato da marco caiano in: cronaca < > lunedì 25 gennaio 2010 alle 10:33

 
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fotosecondiglianoscoppioSono passati 14 anni. Il 23 gennaio del 1996, nel pomeriggio, un’esplosione tremenda uccise 11 persone distruggendo alcuni edifici nell’incrocio tra corso Secondigliano e Via Roma verso Scampia. A quattordici anni di distanza, i familiari delle vittime attendono ancora che una cappella venga costruita, come ha denunciato sabato pomeriggio nel corso di una fiaccolata per ricordare Sandro Russo, presidente dell’Associazione familiari delle vittime della voragine di Secondigliano, che nell’esplosione ha perso il papà Francesco. Il corteo silenzioso si è mosso all’imbrunire aperto dai parenti delle undici vittime. Con loro anche due rappresentanti del consiglio comunale Luciano Passariello e Ciro Signoriello che hanno proposto di intitolare quella strada che divide Napoli da Arzano alle vittime di quella terribile fuga di gas. Un’altra denuncia, fatta dai parenti, è sullo stato di abbandono della zona dell’esplosione. Nessuno, lamentano, si è preoccupato di bonificare l’area dove sorgeva il palazzo che é diventato un posto in cui persone incivili gettano i rifiuti e non è raro trovare tossicodipendenti. Resta poi il rammarico per la fine del processo penale che, ha sottolineato Russo, “ha lasciato a tutti l’amaro in bocca perché la vita di undici persone vale due condanne a due anni e due mesi di carcere?.

 

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