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Roberto Saviano è stato scortato dalla guardia del corpo alla presentazione del film Gomorra di Matteo Garrone, candidato all’Oscar come miglior film straniero, a causa della folla di studenti e non che ha riempito il cinema della University of Southern California. L’autore del libro scandalo sulla camorra era solo un po’ nervoso, seduto davanti agli spettatori, mentre rispondeva alle domande del critico del Los Angeles Times Kenneth Turan. “Vedere il proprio libro sul grande schermo e’ come vedere la propria ragazza in mano a un altro – ha scherzato Saviano – Garrone ha rappresentato quello che ho scritto nel miglior modo possibile. Nessuna storia è inventata, parte dei dialoghi sono presi da intercettazioni o da deposizioni in tribunale”. Saviano ha spiegato anche per il pubblico americano i meccanismi della camorra: “Da quando sono nato, nella mia zona sono morte quattro mila persone. Ho visto il primo morto ammazzato quando avevo 12 anni. A me e a Garrone interessava raccontare questa guerra che non è fatta da un anti Stato: questo conflitto sembra tenere fuori polizia e Stato ma non è così, implica la vita quotidiana anche delle istituzioni”. L’economia è uno dei punti chiave nel racconto di Saviano: “Il fatturato delle tre mafie più importanti in Italia è di 100 miliardi di euro l’anno, è la più grande economia del Paese e una delle più grandi d’Europa. Per questo non è pensabile risolvere il problema con qualche arresto”.
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