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» pubblicato da Francesca Ravel in: cronaca, scuola < > Martedì 9 Settembre 2008 alle 15:18

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precari.jpgSfilano per il centro di Napoli con striscioni e bare di cartone per celebrare la morte della scuola pubblica: sono gli oltre 5 mila precari della scuola napoletana. Avviliti ma decisi a non arrendersi e a continuare a dare battaglia al ministro Gelmini e al suo provvedimento sulla riforma scolastica. I sindacati napoletani alzano il tiro sulla crisi del settore e scrivono direttamente al capo dello stato e al presidente del consiglio chiedendo un intervento immediato per invertire una tendenza definita inaccettabile. I tagli ai posti di lavoro sono conseguenza oltre che dei mancati inserimenti di nuovi insegnati di ruolo e di supplenti anche dei inevitabili ridimensionamenti causati dalla reintroduzione alle scuole elementari del maestro unico. Dal canto suo il ministro all’istruzione ieri ha voluto tranquillizzare i precari della scuola: “Chi non verrà assunto sarà dirottato in attività sul turismo” ma loro, i precari, persone che nella scuola hanno investito anni e anni di lavoro e sacrifici non ci stanno. Al fianco dei precari in questa lotta anche il presidente della provincia Dino Di Palma.

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