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» pubblicato da Pier Paolo Petino in: Notizie, arte, cultura, eventi, piedigrotta2008 < > Venerdì 5 Settembre 2008 alle 11:10

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Chiesa di PiedigrottaCon le sartine al lavoro per cucire gli abiti tradizionali e l’accensione delle luminarie salutate dalla tradizionale processione, ha preso il via la Piedigrotta 2008. La più tumultuosa, gioconda e pittoresca delle feste popolari napoletane, torna quest’anno, organizzata dall’Ept di Napoli, con la sfilata dei carri in programma domani sera e due concerti, domenica con José Carreras e domenica prossima con Nino D’Angelo e la madrina Sofia Loren.
Le radici della festa risalgono ai baccanali erotici che si celebravano nella Cripta Neapolitana, di notte, intorno al simulacro del dio Priapo. Una volta cristianizzato il culto, l’antica cappella pagana fu sostituita dal Santuario di Piedigrotta. Nella chiesa fu posta la statua della Vergine che, secondo la leggenda, fu trovata seguendo le indicazioni date in sogno, dalla Madonna stessa, a tre differenti persone, l’8 settembre del 1353. E proprio quella statua divenne fulcro di un culto religioso molto sentito, tanto dal popolo quanto dai regnanti delle diverse dinastie, che fecero di quella chiesa ai piedi della grotta una meta costante di visite, cortei e cavalcate.
A cominciare dagli Angioini e dagli Aragonesi fino ad arrivare ai Borboni. Proprio con i Borboni, la Piedigrotta raggiunse fulgore regale e ufficialità, con la sua “Parata di Piedigrotta” alla quale partecipavano anche dignitari del regno (e talvolta gli stessi regnanti), corpi militari in parata, pellegrini e delegazioni di paesi vicini.
Nell’Ottocento, dopo la caduta dei Borbone, dalla festa scomparvero le sfilate militari che per circa due secoli ne avevano disegnato il profilo “civile”. La Piedigrotta continuò con il pellegrinaggio religioso, i giochi pirotecnici da terra e da mare, le luminarie, le bancarelle. E anche quando le autorità ne decretarono la sospensione per il pericolo di un’epidemia di colera, la Madonna di Piedigrotta seguitò ad essere festeggiata, in maniera spontanea, da lazzari, borghesi e nobili. Nel 1835 prese forma la Piedigrotta canora, vero trampolino di lancio per la melodia partenopea. Quest’anno sono 22 le canzoni in gara che si contendono la vittoria finale.

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