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» pubblicato da Pier Paolo Petino in: IL FATTO, Notizie, cronaca < > Giovedì 24 Luglio 2008 alle 12:47

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502054.jpgVisibilmente provato, barba lunga e polo verde , l’ex agente del Sisde condannato a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa ha finalmente ottenuto gli arresti domiciliari. Da ieri sera continuerà a scontare la sua pena presso l’abitazione della sorella Anna a Varcaturo. Dopo mesi e mesi di battaglie legali, il tribunale di sorveglianza di Napoli ha consentito a Contrada di uscire dal carcere militare di S. Maria Capua Vetere. Motivo: il quadro clinico del paziente si è aggravato. Ma non viene accolta la richiesta principale della difesa, ossia la sospensione della pena, perché Contrada è ritenuto “socialmente pericoloso”. Inoltre il luogo della detenzione domiciliare non viene fissato a Palermo, dove vivono la moglie e i figli, ma nell’abitazione di una delle sorelle, a Varcaturo, per la durata di sei mesi. Poi si vedrà. E su questo punto che Contrada si dimostra insoddisfatto “Sono contento di essere a casa di mia sorella, ma quello che più desidero è riabbracciare mia moglie, i mie figli e i mie nipoti che vivono a Palermo.”sono queste le prime parole che dice Contrada arrivato a Varcaturo “D’impeto- continua l’ex agente del sisde- averei voluto rifiutare gli arresti domiciliari per le condizione impostemi dai magistrati. Poi gli agenti della polizia penitenziaria mi hanno convinto ad accettare. Ma quello che intendo dire è che ci tenevo davvero tanto a tornare a Palermo. Non capisco perché sono confinato qui a Varcaturo”.

 

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