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» pubblicato da marco caiano in: cronaca, libri < > Mercoledì 18 Giugno 2008 alle 10:25

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rovelli1.jpgIl tema è di scottante attualità. Le morti sul lavoro, quelle che tutti definiamo bianche perché non hanno macchie, perché sono senza voce, sono ingiuste, sono state definite dal presidente della Repubblica Napolitano una piaga, una vergogna per una società civile come la nostra. Nel libro “Lavorare uccide”, Marco Rovelli intraprende un viaggio che tocca ogni angolo del Paese, in cui restituisce un volto e una dignità a chi è morto e una voce al dolore, alla rabbia, all’impotenza di chi è rimasto. Il libro è stato presentato ieri a Napoli dalle associazioni Onlus “Il cielo in una stanza” e “il Mosaico”. Sono intervenuti al dibattito Francesco Blasi, psichiatra, Ciro Crescentini, sindacalista licenziato dalla Fillea Cgil, Domenico Ciruzzi, avvocato e Raffaella Nolasca, figlia di un lavoratore morto sul posto di lavoro.

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