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Domani il presidente del consiglio Silvio Berlusconi sarà di nuovo a Napoli per verificare di persona la situazione rifiuti. Non troverà di certo la città pulita, visto che in strada giacciono ancora 2mila tonnellate di sacchetti: conseguenza dello stop all’impianto ex cdr di Giugliano, per consentire lo svuotamento delle ecoballe dai depositi e del rallentamento dei trasferimenti dei rifiuti in Germania, sempre più controllati dopo la notizia sulla presunta presenza di materiale radioattivo tra i carichi di tal quale inviati a bordo dei treni speciali. La visita del premier in città, terza in venti giorni, cade soprattutto 24 ore dopo la scarcerazione della vice di Bertolaso, Marta Di Gennaro e degli altri arrestati nel corso dell’inchiesta “rompiballe” della procura di Napoli. A mettere fine agli arresti domiciliari disposti per l’ex braccio destro di Guido Bertolaso, per i responsabili dei Cdr della Campania e dei vertici della Fibe (in totale 25 persone), è stato il gip Rosanna Saraceno, che ha sostituito, per tutte le persone coinvolte, gli arresti con l’interdizione da incarichi pubblici che abbiano a che fare con materie ambientali. Capitolo giudiziario a parte, l’impegno di Berlusconi, domani atteso anche in Curia per un incontro con il cardinale Sepe, si dovrà concentrare in particolare su due fronti: discarica di Chiaiano e termovalorizzatore di Napoli. Dal capo dell’esecutivo aspettano risposte definitive per quanto riguarda l’utilizzo della cava di tufo gli abitanti di Chiaiano, convinti fino a qualche giorno fa di dover aspettare i venti giorni necessari per l’esito dei rilievi ambientali sul sito ed ora sempre più disorientati dopo aver appreso dai giornali la notizia che la discarica si farà. Una delegazione questa mattina, dal quartiere a nord di Napoli, si è recata a Roma per protestare sotto la sede del ministero dell’Ambiente. In cinquanta hanno chiesto un incontro con il ministro per ribadire il loro no alla discarica, dopodichè si sono diretti a palazzo Chigi per incontrare Guido Bertolaso. Sul fronte del termovalorizzatore invece, è il sindaco Iervolino che aspetta una mano dal premier e dal sottosegretario Bertolaso, per la scelta del luogo dove realizzare l’impianto. Scelta che, in base al decreto legge, spetta al comune competente. In caso contrario sarà lo stesso Bertolaso a scegliere il quartiere napoletano dove dovrà essere costruito l’impianto cittadino, il quarto della Campania, dopo Acerra, Salerno e Santa Maria la fossa. Dalle parole del sindaco Iervolino, si comprendono le difficoltà dell’amministrazione comunale nell’individuare l’area
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