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La marcia su Napoli, gli abitanti di Chiaiano e Marano la faranno lunedì prossimo. Porteranno la protesta contro la discarica in piazza municipio, sotto la finestra del sindaco Iervolino. In attesa della manifestazione di lunedì, questa mattina, hanno dato vita a una serrata di tutti gli esercizi commerciali e organizzato un corteo che ha riunito cinquemila persone, forse di più, partite dalla sede del comune di Marano per percorrere cinque chilometri prima di sciogliersi davanti alla stazione della metropolitana dove, il sindaco Salvatore Perrotta, e l’assessore regionale al Lavoro, Corrado Gabriele, originario di Marano, hanno tenuto a una conferenza stampa per organizzare le iniziative da mettere in campo per impedire il trasferimento di 700mila tonnellate di rifiuti in una cava, che si trova a ridosso della zona ospedaliera e di un’area verde. Il lungo cordone di persone ha attraversato il corso principale di Marano, in uno scenario surreale, caratterizzato dall’eccessiva presenza di spazzatura e soprattutto dalla serrata di tutti gli esercizi commerciali: farmacie, alimentari, edicole hanno aderito in massa all’iniziativa promossa dall’Ascom locale. Donne e bambini sono scesi in strada esponendo cartelli e striscioni e cantando cori contro chi osservava la protesta dai balconi. Qualcuno ha approfittato per lanciare qualche messaggio al neo presidente Silvio Berlusconi, che in campagna elettorale si era assunto l’impegno di risolvere l’emergenza rifiuti campana. Per opporsi alla scelta del commissario straordinario Gianni De Gennaro, da una settimana gli abitanti di Chiaiano e Marano hanno reso praticamente inaccessibili tutte le strade. Da giorni cassonetti dei rifiuti, alberi e auto bloccano le arterie principali della zona. Un presidio permanente blocca chiunque abbia intenzione di accedere alla cava di tufo. Questa mattina, anche al sindaco Perrotta e all’assessore Gabriele è stato impedito il passaggio, costretti a fare marcia indietro. I blocchi sono stati rimossi solo per consentire al corteo di proseguire la marcia, che si è conclusa con un dibattito sotto il ponte della metropolitana ancora presidiata dalle forze dell’ordine. Finita la manifestazione, il quartiere è tornato ad essere inaccessibile. Non accenna a placarsi la rabbia dei cittadini soprattutto dopo che ieri è saltato il tavolo di dialogo aperto dal commissario De Gennaro con i rappresentanti politici del territorio, sempre più decisi a impedire la realizzazione della discarica.
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