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Nuove cure per la cecità. Presentati oggi alla Seconda Università di Napoli i risultati di un’importantissima ricerca per la cura dell’Amaurosi congenita di Leber, malattia retinica ereditaria che determina già alla nascita o nella prima infanzia una forte riduzione della vista. Studi preclinici effettuati su animali hanno dimostrato che l’inserimento nella retina della copia corretta del gene RPE65, uno dei circa dieci geni che modificandosi provocano la malattia, produce un miglioramento della visione. Il coordinamento clinico dello studio è stato affidato alla professoressa Francesca Simonelli. Un’altra novità sta nel fatto che da oggi sarà possibile effettuare l’intervento chirurgico in Italia senza dover cercare l’ausilio delle strutture americane. Questa terapia rappresenta un punto di partenza molto importante anche per la cura di altre patologie oculari come la retinite pigmentosa e la degenerazione maculare di Stangardt come spiega il professor Alberto Auricchiocoordinatore scientifico della ricerca.
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