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Il caldo di questi ultimi giorni sta rendendo sempre più pesanti i disagi causati dalla presenza di
cumuli di rifiuti lungo le strade di numerosi centri della Campania. I problemi più gravi si registrano come sempre nelle province di Napoli e di Caserta dove i vigili del fuoco, dopo
qualche mese di tregua, sono costretti a condurre una vera e propria battaglia notturna contro quanti incendiano i cumuli di spazzatura. Roghi dai quali si sprigionano fumi che avvelenano
l’aria. Ma dal commissariato di governo assicurano che “a partire da oggi i quantitativi giacenti diminuiranno progressivamente”.
Lo stesso commissariato stima però che ad oggi, che nell’intera regione siano giacenti meno di 30mila tonnellate di rifiuti a terra, di cui circa 1100 nel Comune di Napoli. “Dopo i rallentamenti determinati nei giorni scorsi dall’impossibilità di utilizzare l’area Asi di Pianodardine, il sito
in allestimento di Coda di Volpe ad Eboli, nonché il sito di Ferrandelle, di nuovo solo parzialmente operativo dal 2 maggio, l’attività di raccolta è in corso di graduale ripresa”, si
legge sempre nella nota diffusa nella mattinata di oggi. Nelle prossime ore dovrebbero tornare alla piena operatività gli impianti ex Cdr di Caivano, Giugliano e Casalduni. Ancora in
difficoltà i Cdr di Battipaglia, Santa Maria Capua Vetere e Pianodardine “per problemi connessi allo smaltimento della frazione organica, oltreché, soprattutto, alla mancanza di
adeguati siti per l’abbancamento di ecoballe”. Per la città di Napoli la speranza si chiama Chiaiano: è il nome del quartiere dove il commissariato di governo ha previsto l’allestimento di una discarica per lo smaltimento finale di circa 700mila tonnellate di “tal quale”, ovvero la spazzatura così come viene prelevata dai cassonetti. Un invaso che potrebbe dare a Napoli circa due anni di respiro, fino all’entrata in funzione dell’impianto di termovalorizzazione di
Acerra. Ma gli abitanti del posto e quelli dei vicini comuni di Marano e di Mugnano si dicono pronti alle barricate, denunciando che la discarica sorgerebbe nel cuore del ‘Parco delle Colline’
e a poca distanza dalle case.
In serata hanno improvvisato un lungo corteo di protesta dall’incrocio di Santa Maria a Cubito fino all’ingresso dell’invaso che oggi viene utilizzato come poligono di tiro. E sempre oggi il commissariato di governo ha reso noto di “aver revocato in data odierna le ordinanze commissariali finalizzate alla realizzazione di siti di stoccaggio provvisorio per ecoballe in località Pianura e Manifattura Tabacchi”, a Gianturco: siti che nei mesi scorsi, a Napoli, sono stati teatro di forti proteste da parte dei cittadini.
(ANSA).
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