Agenzia Video Giornalistica
videocomunicazioni
Tre studenti dell’Istituto Orientale di Napoli sono bloccati da due giorni nel campus universitario di Lhasa, nella periferia della città tibetana, a causa dei violenti scontri in corso. Ne dà notizia una docente dell’ateneo partenopeo, Giacomella Orofino, che racconta di non avere più contatti con i suoi allievi da ieri mattina. I tre studenti, una ragazza siciliana, un napoletano e un indiano che ha la cittadinanza italiana, fra i 22 e i 23 anni di cui la docente preferisce non farne i nomi per “non esporli” a pericoli, stanno frequentando il secondo anno di corsi alla Tibet University di Lhasa.
I ragazzi bloccati a Lhasa, che solo nelle ultime ore sono riusciti a mettersi in contatto con l’Italia, hanno raccontato di essere costretti a non lasciare il campus per il programma di protezione cinese, e di aver visto la città , preda degli spari e della violenza di questi giorni, soltanto dal tetto della struttura. I due ragazzi, più spaventati della loro collega, hanno riferito di voler rientrare al più presto possibile in Italia. La studentessa siciliana, invece, ha sostenuto di voler rimanere a tutti i costi a Lhasa. E’ forte il coinvolgimento emotivo di chi studia queste culture con le vicende del territorio.L’ambasciata in Cina ha fatto sapere che tutti gli italiani presenti a Lhasa sono al sicuro e non hanno subito alcun tipo di violenza. Nella capitale del Tibet si trovano molti turisti, gli studenti e cooperanti.”Ieri la polizia ci aveva detto che la situazione era tranquilla e noi siamo andati verso il centro. Era un macello”. E’ la testimonianza di uno studente italiano bloccato con due suoi compagni nell’Università di Lhasa, la capitale del Tibet sconvolta dai disordini. Il giovane ha spiegato all’Ansa che nella città tibetana regna molta confusione e mancano informazioni credibili. Gli italiani a Lhasa sono una decina - i tre studenti, tre cooperanti e quattro turisti di Roma - e tutti sono al sicuro e in contatto con l’Ambasciata d’Italia a Pechino. “In una situazione molto difficile come quella del Tibet chiedo al Governo italiano di cercare di proteggere e mettere in riparo i nostri allievi”. E’ l’appello che rivolge Pasquale Ciriello, rettore dell’istituto universitario L’Orientale di Napoli. “Da tempo - spiega Ciriello - consentiamo a nostri studenti di concludere un percorso didattico con stage nei Paesi dei quali si studia la lingua. A Napoli, peraltro, c’è una delle non moltissime, forse l’unica, cattedra di tibetano”. Secondo Ciriello “la priorità in questo momento è di consentire la tutela di questi tre ragazzi. Immagino che in questo campus ci siano studenti di altri Paesi, e questo richiederà un impegno di respiro internazionale come del resto impone una situazione come quella del Tibet, terra difficile e martoriata”. 
I monaci di Ramoche avevano in programma una manifestazione che è stata soppressa dalla polizia, mentre altri religiosi stanno facendo lo sciopero della fame per ottenere la liberazione dei loro compagni arrestati nei giorni scorsi, che sarebbero decine.
foto by(corriere.it)
fonte repubblica.it
calcio napoli
MARINO: CON IL CAGLIARI CI RISCATTEREMO
Il personaggio
GINO RIVIECCIO
politica
SCUOLA E SANITA’: DUE GIORNI DI DIBATTITO ORGANIZZATI DA AN
Due giorni di confronto e dibattiti, con focus su Sanità , fondi europei ...
Agenda
- BELEN RODRIGUEZ
- PECHINO 2008: CLEMENTE RUSSO METTE IL BRONZO AL SICURO
- ARRESTATO GIANLUCA BIDOGNETTI, FIGLIO DEL BOSS "CICCIOTTO 'E MEZZANOTTE"
- SARA VARONE: CALENDARIO 2009
- MARA CARFAGNA
- SARA VARONE
- AGGUATO A CAIVANO: UCCISO IL BOSS ANGELINO
- KATIE PRICE
- NATALIA E IL PORNODIVO, NOTTE A LUCI ROSSE
- LUISA RANIERI


















Dimenticare Bergamo, ricominciando dal Cagliari, squadra che lo scorso anno regalò il primo dispiacere al Napoli. Corsi ...
Trentanni di carriera, trentanni di risate. Gino Rivieccio, raggiunto questo traguardo, ha deciso di raccogliere in un cofanetto la sua storia lavorativa. ...
Elisabetta Canalis ancora al centro dell’attenzione mediatica. Stavolta il suo nome rimbalza qui e là non per problemi sentimentali, bensì ...


