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Sporca, pulita e ora di nuovo sporca. Interminabile è l’aggettivo che sembra meglio descrivere l’emergenza rifiuti a Napoli. 4.000 le tonnellate di spazzatura solo nelle mura cittadine, ma in periferia e in provincia i numeri salgono. Le difficoltà nel conferimento agli impianti di cdr ha provocato l’aggravarsi della situazione. Per raccogliere le giacenze in strada, l’Asia, l’azienda che si occupa dell’igiene urbana, sta facendo gli straordinari rimuovendo sopratutto cartoni, imballaggi e rifiuti voluminosi abbandonati vicino ai cassonetti. Purtroppo la pioggia e il maltempo stanno rallentando le operazioni di raccolta. Nella notte, intanto, sono stati 25 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco per roghi di spazzatura, in particolare nella periferia di Napoli e in provincia. Pesanti i riflessi dell’emergenza sull’economia locale, tra prodotti tipici dell’enogastronomia che fuori dai confini non vuole più nessuno e turisti che scelgono altre mete per evitare di dover passeggiare in strade pattumiera. Segnali negativi arrivano dal più importante albergo del lungomare partenopeo, il Vesuvio, costretto a chiudere a causa dei rifiuti il ristorante sulla terrazza con vista sul mare. Mentre i napoletani fanno i conti con le tonnellate di immondizia per strada, gli abitanti di Giugliano portano avanti la battaglia contro la riapertura del sito di stoccaggio di Taverna del re. Ieri settanta persone hanno manifestato dinanzi all’ingresso principale dell’ospedale Cardarelli di Napoli per dire no alla proroga dell’apertura del sito di stoccaggio delle ecoballe. A dare la solidarietà ai manifestanti sono giunti anche rappresentanti dei comitati di Pianura, Salerno e Acerra. I manifestanti avevano catene ai polsi per denunciare che dinanzi alle decisioni calate dall’alto i cittadini ormai hanno le mani legate ed alcuni si sono posti sul capo una corona di spine. “Questa è la nostra Via Crucis – ha spiegato Carla Ruggiero promotrice dell’associazione Napli vive io la difendo - speriamo presto di poter festeggiare la nostra Pasqua”. Una delegazione di manifestanti inoltre è entrata all’interno dell’ospedale per portare solidarietà e vicinanza a Lucia De Cicco, la donna che nei giorni scorsi si è data fuoco per protesta e che ora ha avviato uno sciopero della fame per tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica.
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