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» pubblicato da marco caiano in: APERTURA, EMERGENZA RIFIUTI < > Martedì 4 Marzo 2008 alle 16:34

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acerra.jpgSei milioni di tonnellate di ecoballe, che eco non sono, finiranno nel termodistruttore di Acerra. Con un’ordinanza, il premier uscente, Romano Prodi “ha risolto il problema dei rifiuti in Campania”. Si perché nell’ordinanza “3657” si legge che le balle, anche fuori norma cioè i cumuli di rifiuti tal-qual arrotolati ed impacchettati nei Cdr, potranno essere bruciati ad Acerra, nel termovalorizzatore che verrà. Quindi spazio nuovo nei siti di stoccaggio e dunque meno spazzatura in strada. Questa l’idea di base ma occorre anche fare due calcoli. Se nella struttura di Acerra che sarà completata tra un anno, si bruceranno come detto dagli esperti a pieno regime 1400tonnellate al giorno, si finirà di distruggere le attuali balle nel 2021. Una soluzione al problema, dunque, non rapidissima. L’ordinanza di Prodi ha trovato subito l’opposizione di ambientalisti, Sinistra Arcobaleno, Udc e pezzi del Pdl, oltre che degli abitanti di quel territorio già vessato dai veleni sparsi nel loro comune. Dure le critiche del sindaco Espedito Marletta che ha chiesto un incontro urgente con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per chiedere come sia possibile che una legge dello Stato così importante e che riguarda un’intera comunità come quella di Acerra venga cambiata quando ormai un governo è finito. L’ordinanza, per il senatore Sodano, è un grosso regalo ad Impregilo e ad Antonio Bassolino, sia sul fronte dell’emergenza rifiuti che sul piano giudiziario. Se da una parte Acerra si prepara alla protesta da un’altra la protesta non si ferma. A Giugliano, nei pressi del sito di stoccaggio di Taverna del Re, proseguono le manifestazioni dei cittadini. Ieri la discarica, non ha chiuso i battenti come annunciato, anzi il viceprefetto Antonio Reppucci ha illustrato ai manifestanti che presidiano l’ingresso del sito le motivazioni di una nuova proroga fino a sabato. Altri cinque giorni di balle. Una scelta quella del commissariato che non prende minimamente in considerazione le richieste della gente di quella terra, compreso il gesto estremo della signora Lucia che prima si è data fuoco e ormai da due giorni non mangia per uno sciopero, malgrado il parere negativo dei medici.

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