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Aveva cercato di contrastare il controllo delle fiere settimanali da parte della camorra. Aveva denunciato l’abusivismo e il racket nei mercati della provincia di Caserta e di Napoli. Ma queste battaglie per la legalità gli costarono la vita. Il 18 febbraio del 2002 a Casal di Principe, Federico del Prete, sindacalista dello Snaa, un sindacato dei commercianti ambulanti veniva ucciso con sei colpi di pistola da alcuni sicari del clan dei Casalesi. L’uomo aveva denunciato un business da 5 milioni di euro all’anno per i clan prodotto dalle buste di plastica imposte nei mercati settimanali della Campania. Nelle fiere, aveva spiegato del Prete, agli inquirenti, messaggeri di ditte legate alla camorra impongono le buste di plastica a 5 euro al chilo, quando alla fonte costano appena 1 euro e 23 centesimi. Questa mattina dopo 5 lunghi anni di attesa è iniziata l’udienza prelimnare ai danni di Antonio Corvino, oggi pentito e collaboratore di giustizia, che ha confessato di aver partecipato all’assassinio del sindacalista. All’udienza di questa mattina era presente anche la famiglia di Federcio Del Prete.
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