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» pubblicato da raffaele de lucia in: APERTURA, cronaca < > Lunedì 31 Dicembre 2007 alle 21:06

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napolitanoUn discorso breve, ma sentito e indirizzato soprattutto alla gente comune. Alle famiglie degli operai morti nel rogo della Thyssen Krupp, ai disabili, agli indigenti, agli immigrati e ai tanti italiani colpiti dalla crisi economica. Giorgio Napolitano vuole dare una risposta a tutti, partendo da una domanda fondamentale: ” Come dobbiamo guardare e con quali motivi di speranza e di fiducia al nuovo anno?”. Il presidente parte dalle cose positive annotate nel suo personalissimo tacquino nel corso dei viaggi istituzionali da nord a sud, effettuati nel corso dell’anno che va a concludersi. “Ho visto dal sud a nord aspetti eloquenti dell’Italia che vuole crescere, divenire moderna e giusta e per non perdere terreno in Europa bisogna vincere le nostre sfide. Ho colto segni concreti di dinamismo prendendo visione di progetti audaci. Economia, impresa e attività produttive, istituti di ricerca e di alta formazione centri di eccelenza. Questi sono fatti e motivi di fiducia nel futuro dell’Italia. Come tramsmettere questo dinamismo e questi motivi di fiducia per raggiungere una crescita sostenuta e generale in cui sia coinvolto il Mezzogiorno? Con questo problema deve misurarsi da domani la politica, ma devono misurarsi tutte le forze culturali e locali, bisogna decidere proporre e operare. Costo della vita, problema dei salari, una parte della popolazione sempre più povera non può più reggere facendo seri sacrifici. Il malessere sociale è qui, è nell’incertezza del lavoro, della difficoltà dei giovani del sud a trovare lavoro nonostante la diminuzione del tasso di disoccupazione nazionale. Questo è stato e rimane il mio assillo”. Poi il richiamo alla crisi rifiuti della nostra regione, che il presidente della repubblica segue sempre con grossa apprensione. Da Napoletano, uomo orgoglioso della sua terra, della sua Napoli, Napolitano bacchetta tutti senza mezzi termini. “Paure irragionevoli e particolarismi, politici o localistici, emergono in troppi casi: impedendo, ad esempio, la soluzione del sempre più allarmante problema dei rifiuti in Campania, con grave danno per le condizioni e per l’immagine di una città e di una regione nelle quali invece non mancano energie positive, realtà nuove e iniziative di qualità”. Discreto il passaggio del discorso del presidente sulle querelle che stanno interessando la vita politica nazionale. “Vi parlo poco della sfera della politica e delle istituzioni, non voglio interferire nel discorso politico. E’ indispensabile però, che si adottino riforme e che si crei un nuovo e più costruttivo clima politico. Insisterò nei mei appelli, ora che uno spoiraglio si è aperto sulla riforma elettrorale, non si deve perdere l’occasione. Possiamo avere più fiducia in noi stessi, ma dobbiamo essere più esigenti. Ci preoccupano insicurezza e criminalità, immigrazione, ma non si possono non notare i risultati eccellenti delle forze dell’ordine, che hanno colpito i più pericolosi clan mafiosi. Grande merito a magristrratura e forze dell’ordine a cui vanno garantiti mezzi adeguati per operare. Quello che più conta è liberarsi dalle paure e dai particolarismi che non fanno decidere. La paura non fa riflettere. Bisogna impegnarci a dare prove di senso civico, come quelle offerte dagli imprenditori contro pizzo e mafia. Ancora una volta e più che mai rispetto tra politica e magistratura. L’interesse generale del paese deve contare su una collaborazione comune”. Ultimo pensiero del discorso di Giorgio Napolitano ai militari impegnati nelle missioni di pace: “Siamo grati ai nostri militari che sacrificano la vita e insieme affrontano l’impegno umanitario, lo fanno, lo facciamo, nello spirito della costituzione. Dobbiamo ancorarci ai principi della carta costituzionale e ai suoi valori morali e a quei suoi indirizzi troppo spesso non tradoitti in atto. Ciò vale per il lavoro e le pari opportunità e per un nuovo equilibruioi tra istituzioni centrali e regionali. Non meno importante il rapporto tra stato e chiesa che spero sia sempre più schietto”. Alla fine gli uguri di rito:”Auguro un anno sereno, per difficile che sia, un augurio che si ispira nella fiducia nell’Italia, nelle generazioni più giovani e in quelle che verranno.”

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