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Se i rifiuti abbondano, le soluzioni politiche latitano. Mentre i cittadini di Napoli e delle altre province campane affogano tra montagne di rifiuti, la classe politica è sempre più litigiosa e affanna nel tentativo di riuscire a fornire risposte concrete all‘emergenza. Sempre più solo, il commissario pro tempore Alessandro Pansa, prefetto di Napoli, attende ancora dalle province l‘indicazione dei siti alternativi dove potere trasferire le migliaia di tonnellate di ecoballe: condizione necessaria per poter scrivere la parola fine all‘emergenza e rientrare nella gestione ordinaria. Come se non bastasse, mentre dalla Corte dei conti arriva la notizia della condanna del presidente Bassolino a pagare 3 milioni e 200mila euro di danno all‘erario per la scelta di istituire il call center ambientale, il consiglio regionale della Campania resta paralizzato a causa dei continui dissidi tra maggioranza e opposizione. Nonostante sono molti gli argomenti da discutere: uno su tutti l‘offerta della Germania di costruire ad Amburgo una termovalorizzatore dedicato alla distruzione dei rifiuti campani. Ieri invece, i consiglieri dell‘opposizione di centro destra hanno deciso di occupare l‘aula fino a sera in segno di protesta nei confronti della maggioranza, sorda, secondo alleanza nazionale e forza italia, ai reali problemi della regione. I contrasti tra le due coalizioni sono ripresi anche questa mattina, dopo che la cdl aveva chiesto di modificare l‘ordine del giorno, che prevedeva la discussione sul bilancio, per parlare di questioni più urgenti come i rifiuti. Risultato: l‘emergenza sanitaria e ambientale ha meritato solo un‘ora nella scaletta dei lavori dell‘Assemblea regionale. Un tempo esiguo, vista la situazione attuale. Una decisione che, aggiunta all‘assenza congiunta dall‘Aula del governatore Bassolino, dell‘assessore all‘Ambiente e del presidente della commissione competente, ha provocato la dura reazione dei partiti del centro destra che di conseguenza hanno interrotto la seduta e convocato una conferenza per spiegare le ragioni dell‘ennesima contestazione. Mentre i politici locali si azzuffano, in vista del capodanno i cittadini di Napoli s‘interrogano, soprattutto, sulla scelta di spendere altro denaro per organizzare il concerto di fine anno nonostante la più grave crisi di questi quattordici anni di emergenza rifiuti, per la quale sono già stati sperperati due miliardi di euro di soldi dei contribuenti.


















sono un napoletano di Napoli,disoccupato,ci tengo a presentarmi così perche i provinciali dicono che sempre siamo di Napoli.Comunque amo la mia città e mi sento abbandonato da tutte le istituzioni e mi sembra di vivere in un paese del terzo mondo anzi chiedo scusa a coloro che ci vivono perche per loro è un’offesa io mettereia quello str…o di bassolino e a quella str…a della iervolino nella munnezza però anche questo fosse troppo onore per loro.Auguriamoci che cambiono le cose