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» pubblicato da redazione in: archivio < > Martedì 20 Febbraio 2007 alle 16:20

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marzano ; Sono bastati due giorni di pioggia, leggera e non costante, per ridurre la città in un enorme colabrodo.Buche, voragini, sampietrini che saltano e lunghe crepe nella pavimentazione stradale, si sono aperte in tutti quartieri della città creando disagi ad auto e motorini. Via Medina, via Marina, via Crispi, l’intero quartiere di Fuorigrotta, ma anche il corso Vittorio Emanuele e la zona di San Giovanni, stamattina si presentavano totalmente disastrate. Colpa dei continui rappezzi che aggiungono asfalto su asfalto, ma anche della inesistente manutenzione stradale. I tombini sono praticamente pieni di terra e rifiuti, creando immense pozzanghere e conseguenti avvallamenti dovuti al mancato drenaggio dell’acqua. Non è possibile che una città sprofondi in meno di 48 ore per poche gocce di pioggia. E mentre la città implode, i lampioni dell’illuminazione pubblica crollano gettando nel panico passanti e motociclisti. Ieri in Largo Torraca a pochi passi da palazzo San Giacomo ennesimo crollo di un lampione poche ore prima urtato da un camion. Il palo sottoposto ad analisi presentava corrosione alla base ed era datato a 40 anni fa. E dopo via caracciolo e via Lepanto anche la zona del centro sarà passata al setaccio dai tecnici dell’Acea, che dovranno stabilire se sarà necessario intervenire con una sostituzione parziale o totale dei lampioni. Infatti in attesa di un piano concreto da parte del comune, Napoli attualmente presenta una doppia illuminazione. Una nuova con pali in alluminio poco alti e una vecchia, datata, con pali verdi e alti e chissà se totalmente stabili. E mentre l’assessore Gambardella parla di allarmismo non giustificato tra i cittadini riferendosi all’episodio di venerdì riguardante il palo abbatuto in via Parthenope, Napoli si appresta a vivere una nuova emergenza ambientale. Nel golfo a pochi passi da Castel Dell’Ovo una vasta chiazza marrone di acque reflue è fuoriuscita dalle fogne ormai intasate. L’ennesima brutta figura con i turisti che non hanno potuto fotografare, a causa dei miasmi maleodoranti, la più classica cartolina di Napoli.

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