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» pubblicato da redazione in: archivio < > Mercoledì 24 Agosto 2005 alle 15:13

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caiano ; Preferiscono stare comodamente seduti dietro le scrivanie, piuttosto che in strada a lavorare. E circa 400 rappresentati del corpo dei vigili urbani di Napoli lo fa in nome della legge 104 e dei permessi studio. La prima normativa permette di opporsi a spostamenti o trasferimenti per motivi di salute o per assistere un congiunto disabile, il secondo consente di non fare straordinari, doppi turni e turni di notte. Insomma se lo dice la legge tutto bene. Ma il blitz di ieri mattina a palazzo san Giacomo da parte della Guardia di Finanza, fa capire che forse per molti, la legge è stata solo un escamotage per celare privilegi e clientelismi. Imparzialità denunciate già dall’assessore alla mobilità Nicola Oddati e dai sindacati. Ma ad insospettire la procura napoletana è stata la vicenda di qualche mese fa, quando un fonogramma inviato alla caserma di via De Giaxa richiedeva il trasferimento dei caschi bianchi da una sezione ad un’altra. Un provvedimento per niente accettato dai vigili urbani che si rivolsero alla giurisdizione ordinaria per evitare il trasferimento invocando proprio la legge 104, legge che però secondo il giudice Linda D’ancona non poteva essere tirata in ballo in quella circostanza.

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