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caiano ; Finalmente è sana è salva la nostra cucciolotta. Sono queste le parole dei genitori di Lucia, la piccola bimba operata con successo all’ospadale Cardarelli di Napoli. Sulla bimba e’ stato eseguito un intervento combinato neuroradiologico endovascolare e neurochirurgico per rimuovere una rara malformazione vascolare associata ad idrocefalo. L’unicita’ del trattamento e’ stato rappresentato, hanno sottolineato, dalla rarita’ della malformazione, dall’eta’ neonatale della paziente e dal trattamento endovascolare della patologia malformativa in assocazione al trattamento endoscopio dell’idrocefalo. La patologia malformativa vascolare congenita consistevain una fistola artero-venosa, rilevata in non piu’ di 90 casi di letteratura internazionale. Se non trattato, questo tipo di fistola puo’ portare a rottura ed emorragia, fatale nel 63% dei casi. L’idrocefalo, invece, e’ l’accumulo di liquido nelle cavita’ ventricolari dovuto ad un ostacolo lungo il decorso: la sua presenza puo’ indurre danni irrimediabili alla evoluzione psichica e motoria in un bimbo cosi’ piccolo. A preoccupare i genitori, che avevano deciso cosi’ di portare la bimba in ospedale, era stato l’aumento delle dimensioni della testa dalla piccola, provocato dall’idrocefalia. Portata in Neurochirurgia, la bambina e’ stata sottoposta a una risonanza magnetica che ha evidenziato un idrocefalo triventricolare associato a una malformazione vascolare caratterizzata dalla
fistola artero-venosa diretta a livello della arteria vertebrale ed il sistema venoso del cervelletto. Di qui la decisione di intervenire chirurgicamente, di comune accordo, tra Mauro Colangelo, responsabile dell’unita’ di Neurochirurgia pediatrica e Mauro Muto, responsabile della Neuroradiologia. L’operazioneha riguardato prima la malformazione vascolare mediante embolizzazione endovascolare effettuata con spirali metalliche che hanno determinato una occlusione della fistola. L’intervento, effettuato dalla equipe di Muto, ha permesso la risoluzione della patologia vascolare in maniera mini-invasiva con assenza di deficit neurologici post-trattamento. Successivamente il dottor Colangelo ha effettuato un intervento che ha permesso di risolvere in maniera mini-invasiva il problema dell’idrocefalo. I disturbi della bambina sono scomparsi a due settimane dall’intervento e le indagini successive hanno confermato il successo del trattamento.
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