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» pubblicato da redazione in: archivio < > Venerdì 21 Gennaio 2005 alle 14:48

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caiano ; Non e’ durata a lungo l’audizione davanti alla commissione antimafia di don Luigi Merola, parroco a Forcella, don Mario Ziello, sacerdote nei quartieri spagnoli, e don Fulvio d’Angelo, pastore di anime a Secondigliano. Ma le due ore di colloquio sono state in buona parte secretate e, come sottolineano il senatore Emiddio Novi e il deputato Giuseppe Gambale, erano cosi’ complesse e articolate, nonche’ ricche di notizie, da far ritenere che sarebbe stato meglio ascoltarli prima dei magistrati: “Avremmo saputo meglio che domande fare”. “Si puo’ dire che esistono due Napoli - spiega Novi - una del presidente degli industriali Gianni Lettieri, che vive poco il problema del racket e l’incisivita’ della criminalita’ organizzata, e poi quella dei preti nei quartieri vessati dalla camorra”. Secondo Gambale, dalle audizioni ai commissari antimafia e’ arrivata la “netta sensazione di una chiesa costretta all’impegno nella cura delle anime ed anche al risanamento sociale, che lotta per la gente dei quartieri”. Emergono anche differenze nel rapporto tra i clan e la vita del quartiere. “Ad esempio a Scampia e Secondigliano - continua Novi - i Di Lauro sono piu’ manageriali, hanno una struttura mafiosa e un controllo totale del territorio; ci tengono pero’ a non apparire, e per questo persino il funerale di uno dei figli del boss morto in un incidente stradale fu celebrato alle 4 del mattino”. E Gambale aggiunge: “In alcune zone del quartiere non e’ esercitato il pizzo per creare consenso sociale alla camorra. Nei quartieri spagnoli, a ridosso della centrale via Toledo, invece, c’e’ una situazione di attesa, come se la camorra stesse aspettando di vedere come finisce a Scampia”. La valutazione dei due esponenti politici delle audizioni e’ concorde. “I servizi sociali sono latitanti”, dice Novi, e Gambale conferma: “c’e’ molto da fare. Da Forcella a Scampia la parrocchia svolge un’azione sostitutiva e’ centro di aggregazione sociale”. Insomma, il coinvolgimento delle istituzioni, magari legato all’onda emotiva di un omicidio quale quello della giovane Annalisa Durante, “era inesistente e deve diventare ordinario”, anche se “si sono fatti passi in avanti” conclude Gambale.

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